Le postazioni di controllo della velocità attraverso
autovelox devono essere "segnalate e ben visibili". Lo sottolinea la
Cassazione nella sentenza n.11131, con la quale è stato confermato il
sequestro preventivo, disposto dal gip di Paola e confermato dal
tribunale del Riesame di Cosenza, di 7 autovetture e di diversi
apparecchi autovelox di proprietà di una società utilizzati per la
rilevazione della velocità dei veicoli in transito nei comuni di
Fiumefreddo Bruzio, Belmonte Calabro e Longobardi.
Secondo l'accusa, "le apparecchiature in questione erano state ben
occultate in autovetture" in molti casi di proprietà del titolare della
società, il quale "ricevendo un compenso parametrato su ogni verbale di
infrazione per cui era riscossa la relativa sanzione, era interessato
ad incrementare le riscossioni".
La seconda sezione penale della Suprema Corte ha dichiarato
inammissibile il ricorso del legale rappresentante della società,
rilevando che il tribunale del Riesame, nel confermare il sequestro,
"sia pervenuto ad affermare la sussistenza del fumus del reato di
truffa".
Il Codacons chiede il rimborso delle multe
La
Corte di Cassazione ha confermato quanto da sempre sostenuto dal
Codacons: gli autovelox vanno correttamente segnalati. "Con la
decisione odierna - scrive in
una nota il Codacons -, la Cassazione
ha stabilito - come indicato da una circolare del ministero
dell'Interno del 2007 - che gli apparecchi devono essere segnalati agli
automobilisti almeno 400 metri prima dal punto della loro collocazione.
Altrimenti gli stessi autovelox possono venire sequestrati
dall'autorita' giudiziaria e i titolari della societa' di rilevamento
rischiano l'incriminazione per truffa.
"Si tratta di una sentenza
sacrosanta - commenta il Presidente del Codacons Carlo Rienzi - perche'
limita il malcostume delle amministrazioni comunali di utilizzare tale
strumento
di controllo della velocita' unicamente con lo scopo di fare cassa, e
non con la finalita' di garantire la sicurezza stradale. Ora - conclude
Rienzi - i Comuni devono annullare d'ufficio tutte le contravvenzioni
elevate da autovelox non segnalati almeno 400 metri prima. In caso
contrario, si preannunciano migliaia di ricorsi, tutti accolti, da
parte degli automobilisti, che potrebbero mettere in crisi le casse
comunali".