Comunicato 1
Le aziende farmaceutichenegli ultimi 18 mesi attraverso cessioni di ramo d’azienda fittizie, cassa integrazione e mobilità hanno ridotto di 7000 unità il numero di informatori scientifici del farmaco (nel 2006 gli ISF in attività erano 34.000 – stima AIFA).
Attraverso le mobilità in corso e gli esuberi già ampiamente preannunciati, altri 7.000 informatori perderanno il posto di lavoro entro i primi mesi del 2009 (notizia sole24ore).
Le
aziende farmaceutiche, a giustificazione di questi veri e propri
licenziamenti collettivi, sostengono che le limitazioni regionali e
l’abbassamento dei prezzi dei farmaci conseguenti alla legge Tremonti
del 2003, la riduzione della spesa sanitaria disposta dall’attuale
Governo e l’ingresso sul mercato dei farmaci generici hanno creato una situazione di crisi del settore (?!?) che presenteràeffetti negativi ancora maggiorinei prossimi anni.
I motivi con i quali le aziende giustificano la crisi e gli esuberi sono palesemente non veri! Infatti non è vero
che la spesa farmaceutica sia diminuita, tanto è che la spesa
farmaceutica esterna (farmaci erogati dalle farmacie private), sommata
alla spesa dei farmaci a distribuzione diretta (farmaci erogati
direttamente dalle ASL)totalizzano una spesa farmaceutica reale complessiva superiore a quella realizzata nell’anno precedente. Non è vero inoltre che i farmaci in Italia costino meno che negli altri paesi europei, infatti, in Italia, rispetto all’Inghilterra,si paga tredici volte in più per l'Ibuprofene e 19 volte in più per il Paracetamolo.
Le aziende farmaceutiche, tutte insieme, stanno procedendo a ridurre il numero degli informatori scientifici del farmaco di ben 14.000 unità, mantenendo invariato il prezzo del farmaco concordato sulla base di costi diversi, accrescendo smisuratamente i profitti e scaricando sugli ammortizzatori sociali il costo di scelte opportunistiche il cui impatto sociale è grave e doppiamente dannoso.
Il mercato farmaceutico italiano è il 4° al mondo e, pertanto, lamentare una crisi risulta paradossale.
In
questo momento Bristol, Wyeth, Astrazeneca ed altri hanno in corso
procedure di mobilità non sostenute da crisi e registrano profitti
consistenti.
Il Ministro Sacconi ha denunciato i comportamenti non correttidi talune industrieche
scaricano, per propria convenienza, sugli ammortizzatori sociali i
rischi di impresa per crisi solo ipotizzabili e non al momento in atto,
proponendo il ricorso a contratti di solidarietà e diminuzioni di
orario di lavoro e di salario.
Tuttavia, pur potendo, non interviene lì dove le ipotesida egli stesso delineate si concretizzano, come nel caso dell’industria farmaceutica, e che conosce meglio di ogni altro, dal momento che la moglie, d.ssa Giorgetti, è il direttore generale di Farmindustria.
E' necessario un intervento tempestivo del Governo che impediscale
mobilità in corso, partendo proprio da quelle che le stanno realizzando
in questi giorni, e risulta quando mai opportuna la ricontrattazione
del prezzo dei farmaci per le aziende che hanno abbattuto i loro costi
di produzione attraverso licenziamenti massicci di informatori
scientifici.
Inoltre, gliinformatori oggi in mobilità potrebbero risultare una opportunità a costo zero per il Servizio Sanitario Nazionale e Regionale se utilizzati per effettuare informazione sui farmaci per conto delle Regioni, per
promuovere l’appropriatezza prescrittiva e la diffusione dei farmaci
generici a tutto vantaggi degli ammalati e della spesa sanitaria.
Comunicato 2COMUNICATO STAMPA MINISTRO ON. GIANFRANCO ROTONDI