Registrazione :: Entra 
 

 

Add to Google Reader or Homepage

Add to My AOL

Add to Excite MIX

 

 Lavoro_Informatori_Farmaco   

Forum informatori scientifici del farmaco

Forum - Informatori Scientifici del FarmacoMinimize
La titolarità e l'esercizio di una farmacia possono essere riservati ai soli farmacisti
Ultimo Messaggio 11/01/2009 11:03 da FreeShark. 0 Risposte.
Inserisci Questo - Bookmarking e bottone di condivisioneStampa Amica
Ordina:
PrecedentePrecedenteSuccessivoSuccessivo
Non sei autorizzato a rispondere al messaggio.
AutoreMessaggi
FreeSharkL'utente è Offline
Ammiraglio di Divisione
Ammiraglio di Divisione
Posts:149
Avatar


--
11/01/2009 11:03
E' quanto sottolinea l'avvocato generale della Corte di giustizia europea del Lussemburgo Yves Bot secondo il quale ''la normativa italiana e tedesca che prevedono questa regola sono giustificate dall'obiettivo di garantire un rifornimento adeguato di farmaci alla popolazione''. Il pronunciamento dell'avvocato, che nella stragrande maggioranza dei casi viene poi seguito dalla Corte per emettere la sua sentenza, è relativo ad una serie di cause sul regime di proprietà delle farmacie e sulle disposizioni del Trattato sulla libertà di stabilimento. Per l'Italia alla Corte era ricorsa la Commissione europea che aveva chiesto se ''riservando il possesso e la gestione delle farmacie private ai soli farmacisti la Repubblica italiana fosse venuta meno agli obblighi impostigli dal diritto comunitario'' . L'avvocato ritiene invece che ''il fatto di esigere che chi ha responsabilità economica della farmacia e che, in quanto tale, ne determina la politica commerciale, sia un farmacista è conforme alle disposizioni del Trattato sulla libertà di stabilimento''.

La vicenda della procedura di infrazione alle norme comunitarie avviata contro l’Italia a proposito dell’organizzazione del servizio farmaceutico è giunta a una svolta fondamentale con il deposito del parere dell’Avvocato Generale della Corte di Giustizia Europea, Yves Bot.

La normativa italiana che riserva la titolarità delle farmacie private ai soli farmacisti e a società composte da soci farmacisti non viola le libertà fondamentali sancite dal Trattato CE. Questo in sintesi il parere espresso dall’Avvocato Generale nelle sue conclusioni, pubblicate oggi, in merito alla procedura di infrazione della Commissione UE contro l’Italia, per la normativa sulla titolarità delle farmacie. Secondo Bot, in particolare, le disposizioni contestate dalla Commissione al Governo Italiano, pur costituendo una restrizione alla libertà di stabilimento sancita dall’art. 43 del Trattato CE, sono giustificabili in ragione dell’obiettivo di garantire un elevato livello di tutela della salute pubblica e non risultano essere una misura che eccede quanto necessario per la realizzazione di tale obiettivo. Una prima positiva conclusione che ricalca quella avutasi qualche settimana fa a proposito della Germania, quando lo stesso Avvocato Generale Bot aveva chiesto di far cadere gli addebiti mossi a quel paese sempre a proposito della riserva della titolarità ai farmacisti. “E’ significativo - ha dichiarato il vicepresidente della FOFI, Andrea Mandelli - che l’Avvocato Generale suggerisca alla Corte di rinunciare al sindacato su norme nazionali che, ove modificate, andrebbero a sconvolgere gli assetti giuridici politicamente e democraticamente determinati dai Paesi, riconosca il primato dei Paesi Membri, nella definizione dei principi e delle norme che regolano il settore della salute e, quindi, anche della farmacia”. La sanità, insomma, deve restare materia di competenza degli Stati membri, che possono determinare autonomamente il livello di tutela della salute da perseguire e gli schemi organizzativi per conseguirlo. E’ un chiaro segnale, questo, che dà consistenza a quanto la Federazione sostiene da ormai lungo tempo, ovvero che la farmacia, ben lontana dall’essere una mera attività commerciale, rappresenta, prima di tutto, un presidio essenziale al servizio della salute del cittadino, la cui gestione è affidata dallo Stato alla competenza e alla professionalità del farmacista, che garantisce e risponde in prima persona della qualità del servizio fornito. Non è possibile, dunque, assoggettare indiscriminatamente il servizio farmaceutico alle leggi del mercato e della concorrenza.

“Siamo lieti di questo risultato” ha commentato ancora Mandelli “che premia l’azione della Federazione, che si è mossa immediatamente sul piano nazionale e comunitario per sostenere le ragioni che ora vediamo riconosciute in pieno dall’avvocato Bot. Ci auguriamo che la Corte segua il medesimo orientamento nella sua sentenza definitiva, attesa per la primavera del 2009”.

Non sei autorizzato a rispondere al messaggio.

Active Forums 4.1
 
 Condizioni Dichiarazione Privacy Informatore