Prot: ia06/01
La consistente perdita di posti di lavoro degli informatori scientifici del farmaco avvenuta negli ultimi due anni e gli ulteriori pesanti esuberi preannunciati da Farmindustria, nonostante si tratti di oltre il 40% degli informatori scientifici del farmaco in attività, ha ricevuto fino ad ora scarsa attenzione dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil.
I motivi per intervenire con forza su questi tagli occupazionali eccessivi ed ingiustificati sono molti e tutti di grande importanza non solo per gli ISF, ma anche e soprattutto per l’intero mondo del lavoro.
E’ inusuale che la quasi totalità delle aziende di uno stesso settore procedano contemporaneamente alla soppressione di una percentuale tanto elevata di posti di lavoro di una professionalità specifica, senza che ci sia una crisi reale in corso e nonostante che tali professionalità abbiano partecipato, con ruolo preminente, a rendere il settore il 4° mercato di farmaci nel mondo.
Nonostante il fenomeno abbia assunto, come é evidente, caratteristiche politiche e non congiunturali, la gestione dei presunti esuberi non é stata assunta centralmente dalle OOSS, come invece sarebbe stato opportuno, né tanto meno é stato organizzato un congresso nazionale degli ISF per concordare una linea sindacale da far valere a difesa di una categoria di lavoratori vittime di una politica di esuberi ad orologeria.
Le OOSS hanno preferito lasciare i territori, che peraltro dimostrano di possedere scarse conoscenze in merito, arbitri di stabilire il destino delle reti nazionali aziendali chiamate a garantire il “servizio” di informazione sui farmaci.
I risultati disastrosi ottenuti da questo tipo di gestione sindacale nella quasi totalità delle regioni ove la presenza delle industrie é maggiore, prima fra tutte la Lombardia, ove le trattative sono state condotte direttamente dai sindacati territoriali, lasciando le Rsu in posizioni subordinate e ininfluenti, sono stati motivo di grande delusione e di enorme sconcerto da parte degli ISF.
Le vicende riguardanti il tesseramento al sindacato dei colleghi Merck ceduti alla X-Pharma emerse in occasione dell’assemblea sindacale X-Pharma e del forum delle Rsu tenutosi nella sede Fulc regionale della Lombardia di Sesto San Giovanni, ed i “costi di transazione” che pare siano stati corrisposti da alcune aziende in occasione della gestione degli esuberi, ha creato un clima di incertezza e di sfiducia che deve essere subito rimosso, utilizzando strumenti adeguati e soluzioni che restituiscano alle OOSS trasparenza, maggiore efficienza, efficacia e, soprattutto, una rinnovata fiducia, senza la quale non avrebbe senso l’adesione ad un sindacato ed ancor meno affidare ad esso mandato ampio di rappresentanza.
Nonostante la richiesta ufficiale di incontro urgente effettuata congiuntamente dall’AIISF e da Federisf nel mese di giugno del 2008 tale incontro, dopo oltre sei mesi dalla richiesta, ancora non é stato concesso dalle OOSS.
Le associazioni professionali degli ISF si riferiscono, se pure con obiettivi e finalità diverse ai medesimi lavoratori, esprimendo tuttavia una maggiore conoscenza dei problemi, forte anche di un numero di tesserati e di diritto di rappresentanza notevolmente superiore a quella delle OOSS considerate nel loro insieme.
Pertanto, la federazione degli informatori scientifici del farmaco e delle associazioni di informatori scientifici del farmaco suggerisce a tutti gli ISF di disdire l’adesione al sindacato, seguendo le modalità in appresso allegate, e di iscriversi al sindacato che ha sede nella città nella quale risiedono.
Ciò permetterà di potere finalmente usufruire del contatto diretto col sindacato del territorio, evitando che i soliti mestieranti discutano e decidano delle sorti di lavoratori che non conoscono, che rappresentano svogliatamente ed ai quali non offrono alcun tipo di servizio. |