Vittima di una inchiesta giudiziaria, dello spoil system o di una macchinazione ordita da poteri forti? Si moltiplicano le prese di posizione a favore di Nello Martini, ex direttore dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA): l’ultima arriva da un’inchiesta del settimanale L’Espresso, che senza mezzi termini punta il dito contro chi evidentemente percepiva come ‘scomoda’ l’indipendenza di Martini.
“Aveva messo le briglie alle aziende, imponendo prezzi più bassi”, scrive Daniela Minerva su L’Espresso, “è l'uomo che ha tagliato i prezzi dei farmaci del 15 per cento in quattro anni. E che ha costretto i lobbisti di Big Pharma a ore di anticamera per entrare nella sala delle negoziazioni, l'incubo degli uomini delle aziende, dove, a colpi di studi clinici, di dati epidemiologici, ma anche di blandizie e minacce, le due parti arrivavano a definire il prezzo di un farmaco; sempre troppo basso e frutto di intollerabili aut aut di Martini, a sentire i lobbisti...”.
Secondo l'inchiesta del settimanale peserebbe poco quindi in realtà l'inchiesta del giudice torinese Raffaele Guariniello che, nel maggio scorso, ha ipotizzato il reato di corruzione per alcuni funzionari dell'AIFA e alcuni emissari di aziende farmaceutiche. E soprattutto ha accusato Martini di disastro colposo per il mancato aggiornamento degli effetti collaterali in 22 foglietti illustrativi di farmaci. Un’accusa che peraltro è stata fortemente ridimensionata se non smontata del tutto dai periti del collegio di difesa di Martini, nove esperti tra i più autorevoli d'Italia, farmacologi (Montanaro, Tognoni, De Ponti, Caputi, Tagliamonte) e clinici (Pagliaro, Del Favero, Bobbio, Brignoli), concordi nel negare che i ritardi di aggiornamento di quei foglietti illustrativi “abbiano costituito un pericolo per la salute pubblica”, parere confermato dalla Commissione convocata dallo stesso ministro del Welfare e della Salute che ha destituito Martini, Maurizio Sacconi.
Bibliografia. Minerva D. E' bravo, mandiamolo via. L’Espresso 24/07/2008.
david frati