Nella riunione terminata nella tarda serata di ieri (15 dicembre) al ministero dello Sviluppo Economico, un primo significativo risultato sindacati e RSU lo hanno ottenuto, scongiurando il vero e proprio incubo che rischiava di profilarsi: il 27 dicembre nessun dipendente della «Sigma-Tau» sarà messo in cassa integrazione!. «Ci si rivedrà di nuovo – informano FILCTEM CGIL, FEMCA CISL, UILCEM UIL - il 13 gennaio al ministero. Contestualmente la 'Sigma-Tau' ha accettato di sedersi anche al tavolo della Regione Lazio (ma la data è ancora da fissare) per un confronto sull'intera situazione produttiva e occupazionale dell'azienda».
Un primo importante risultato, ottenuto dalle lotte dei lavoratori (prevista domani, 17 dicembre, una nuova grande manifestazione a Pomezia), dall'impegno costante e permanente della RSU, frutto anche dell'allineamento istituzionale (Comune di Pomezia, Regione Lazio, ministero dello Sviluppo Economico, diverse interrogazioni parlamentari) che si sono più volte dichiarati contrari al piano «lacrime e sangue» proposto dall'azienda.
«Siamo solo all'inizio di questa vertenza - commenta Marco Falcinelli, Segretario nazionale FILCTEM CGIL - ma ora si parte con il piede giusto, perché è stato sconfitto il tentativo dell'azienda di procedere unilateralmente non riconoscendo il ruolo dei rappresentanti dei lavoratori. Insomma – aggiunge - quell'idea malsana che le aziende possano «fare da sole»; e questo dovrebbe essere di monito anche a chi, in altri settori dell'industria,si fa portavoce di questa teoria».
«Ora occorre continuare così, noi faremo il nostro mestiere negoziando con l'azienda ma – avverte Falcinelli - non faremo sconti, perché in questa vertenza oltre al futuro dei 569 lavoratori coinvolti e delle loro famiglie, dei due centri di ricerca «messi in mora», c'è in gioco la salvaguardia di un patrimonio industriale, di conoscenze scientifiche e professionali di interesse strategico per il Paese». diariodelweb.it