martedì 7 febbraio 2012

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I bilanci di Farmindustria

L'Italia è fra i più importanti produttori di farmaci. Il nostro Paese si piazza, infatti, al terzo posto in Ue per numero di addetti, dopo Germania e Francia, e al quinto nel mondo, con Usa e Giappone ai primi due posti.

L'Italia è fra i più importanti produttori di farmaci. Il nostro Paese si piazza, infatti, al terzo posto in Ue per numero di addetti, dopo Germania e Francia, e al quinto nel mondo, con Usa e Giappone ai primi due posti. A rendere strategico il settore - secondo Farmindustria che ha ricordato i numeri all'Assemblea pubblica svoltasi a L'Aquila - i 69.500 addetti, tra i più qualificati nel panorama industriale: per il 61% sono laureati e per il 31% diplomati. Ma anche i 23 miliardi di euro di produzione, con il 53% per l'export. Circa 12 miliardi di export totale, di cui 9,3 per medicinali che registrano un saldo estero positivo ormai da dieci anni. Per gli industriali del farmaco, la presenza delle aziende sul territorio conviene al Paese. E il perché lo spiegano con le cifre. La spesa farmaceutica pubblica a ricavo industria nel 2008 è stata pari a 11,5 miliardi di euro. A fronte di questo valore, le imprese del farmaco che operano e investono in Italia hanno speso nel Paese 6 miliardi di euro di salari e oneri sociali (4 diretti e 2 di indotto a monte); 3,5 miliardi di tasse; 2,3 di investimenti in ricerca e in produzione. Totale: 11,8 miliardi di euro. Secondo Farmindustria, quindi, il Paese ha guadagnato 300 milioni netti. Una cifra ottenuta dalla differenza tra soldi guadagnati dalle aziende per i farmaci Ssn e i soldi investiti nella Penisola.
 
Nell'assemblea dell'Aquila è stato poi affrontato anche il capitolo occupazione e l'effetto della crisi si è fatto decisamente sentire. In due anni, dal 2007 al 2008, si è registrato un taglio di 5.200 dipendenti: un calo di circa il 7%. La riduzione ha interessato soprattutto la rete esterna (85%), in particolare gli informatori scientifici. Anche se nel 2008 "ci sono stati segnali di difficoltà per le altre funzioni aziendali", secondo i dati di Farmindustria. "Nel corso del 2008 costi crescenti della ricerca, importanti scadenze brevettuali e l'aumento della domanda di salute - dicono gli industriali - hanno determinato per il settore una fase di profonda riorganizzazione a livello globale. Un processo reso più complesso da manovre di contenimento della spesa e dalla crisi macroeconomica che ha effetti anche in Italia, con calo dell'occupazione e situazioni di difficoltà aziendali". La diminuzione è stata di 2.700 addetti nel 2007 (-3,6%) e di 2.500 unità nel 2008 (-3,5%). A sostegno dei lavoratori coinvolti in crisi aziendali, Farmindustria e le organizzazioni sindacali nel 2008 hanno creato Welfarma, nuovo strumento contrattuale di "responsabilità sociale". I dipendenti in esubero possono accedere a fondi per la riqualificazione e la ricollocazione sul mercato del lavoro. A oggi sono quattro le aziende che hanno aderito a Welfarma, con un bacino potenziale di circa mille dipendenti.

Marco Malagutti - Pharmamarketing

02/07/2009 - Categoria: Farmindustria - Inviato da: gestione

Tags: Azienda Farmaceutica - 813 letture

 

 





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