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Stile del Curriculum Vitae
Il CV deve essere facile da leggere e in grado di consentire, anche a una lettura rapida e magari superficiale, di cogliere gli elementi che il candidato vuole mettere in luce. Il curriculum giusto, dunque, è quello che fa emergere le parti interessanti per il selezionatore; che è sintetico ma non telegrafico; chiaro ma non arido, asciutto; dettagliato ma non pignolo; abbastanza personale  ed efficace, da catturare l'interesse di chi legge. Non deve essere un curriculum narrativo della nostra vita. Il curriculum non va scritto in terza persona.

Lunghezza del testo
Il curriculum non deve superare le due cartelle. Negli Stati Uniti, addirittura, è consuetudine che persino il curriculum vitae dei top manager sia concentrato in un foglio solo.

Due pagine sono uno spazio sufficiente per riassumere tutta la vita professionale di un candidato anche "in carriera" e a contenere tutte le informazioni necessarie alla sua valutazione.

La forma del curriculum

Linguaggio
Il CV non deve mai essere anticonvenzionale. Il curriculum non è una lettera ma un documento professionale. Non dovrà essere troppo discorsivo e colloquiale ma piuttosto semplice, professionale.

Inoltre, come abbiamo già detto, il CV va adattato all'istituzione alla quale ci si rivolge in quel momento. Un concorso pubblico è una cosa, la selezione in un'impresa privata è un'altra.

Grafica
Il CV deve essere come un biglietto da visita: chiaro, leggibile, ordinato, completo e di giusta misura. Un curriculum ben impostato graficamente trasmette subito un'impressione di ordine e precisione. Non dovrà contenere né errori di battitura né correzioni. Mai inserire il proprio blglietto da visita.

Il CV deve essere scritto con il computer e sono da evitare le fotocopie. Inviamo l'originale personalizzato: un piccolo trucco per dimostrare l'unicità del documento, è mettere la data e firmare il CV con una penna blu, diversa dal nero che va usato sempre per il testo.

E' consigliabile lasciare sempre ampi margini alla pagina per non far apparire troppo "fitto" il testo. Per quanto riguarda il carattere è consigliabile "Times new roman" o "Arial". I neretti sono da utilizzare per i titoli ed eventualmente per evidenziare i nomi delle aziende in cui si è lavorato.

Il curriculum manostritto e l'analisi grafologica
Il CV non deve essere mai, se non esplicitamente richiesto dal bando, scritto a mano. Nelle grandi multinazionali francesi e tedesche l'analisi grafologica è usata da molto tempo.

Se le aziende richiedono il manostritto, il curriculum non deve essere compilato in stampatello, ma in corsivo con una grafia chiara e comprensibile. Evitate di scriverlo se siete nervosi o stanchi. E' consigliabile scrivere con una penna biro nera. Scrivere sempre con due o tre fogli sotto è un'altro accorgimento importante. Chi scrive su una soperficie dura può dare l'impressione di una persona rigida, mentre con uno strato di carta sotto al foglio permette di affondare la penna. Non fatevi scrivere il manostritto da un'altra persona.

Rileggere il curriculum vitae
I motivi che spingono chi cerca lavoro a non rileggere il proprio elaborato sono tanti: la fretta, il ritenere superflua la rilettura perchè già effettuata con un correttore ortografico oppure un'eccessiva sicurezza di sé.

Non rileggere il proprio curriculum è un errore, dal punto di vista sia dello stile sia dei contenuti. E' consigliabile stampare il testo su carta: a video possono sfuggire facilmente refusi e ripetizioni. Per essere più sicuri, chiedere a una persona di fiducia di rileggerlo a sua volta.