Logo Informatori.Info

 

 

mar25

Le operazioni alle emorroidi oggi sono mini-invasive e conservative


Scopri i vantaggi dell'approccio THD Doppler

 

Gli antichi testi medici risalenti all’epoca medievale affrontavano il problema delle emorroidi senza mezze misure. Cerusici e medici, in passato, di fronte alle emorroidi gonfie e prolassate adottavano un approccio drastico basato sulla bruciatura dei cuscinetti mediante ferri roventi, oppure sulla rescissione degli stessi impiegano affilati coltelli e ovviamente senza alcuna anestesia.


Donna con medicoIn tempi recenti sono stati introdotti strumenti chirurgici più sicuri e igienici, e per fortuna anche l’anestesia, ma sino a non molti anni fa sostanzialmente il problema veniva affrontato in modo simile all’approccio medievale: eliminare le emorroidi. Così facendo, però, altro che “via il dente, via il dolore”!


Spesso infatti il paziente soffriva di forti dolori (anche per settimane e settimane) in seguito all’emorroidectomia – ovvero la pratica di asportazione totale delle emorroidi – a causa dell’abbondanza di terminazioni nervose presenti in questa delicata zona del corpo. Per non parlare poi di possibili problemi di continenza, dal momento che le emorroidi danno un contributo importante alla chiusura dello sfintere.


Fortunatamente negli ultimi anni anche questa pratica è stata progressivamente abbandonata a favore di un intervento alle emorroidi di natura mininvasiva: THD Doppler. Questo approccio chirurgico viene effettuato in anestesia locale ed è di stampo conservativo: le emorroidi soggette a ingrossamento e prolasso non vengono asportate, bensì “sgonfiate” e riposizionate nella loro ubicazione originaria. Mediante THD Doppler i tempi di convalescenza sono brevissimi e non vi sono ripercussioni negative di alcun genere sul paziente.

25/03/2016 - Categoria: - Da: ZenzCom - 103 letture

 

  Commenti

Nessun Commento.

Il tuo Nome
Email
Website
Titolo
Commento
Immagine CAPTCHA
Inserisci il codice

RITORNA ALLA PAGINA PRECEDENTE

);