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apr21

La risonanza magnetica: acquisire le immagini in tre dimensioni


La risonanza magnetica lavora sfruttando le tecniche di diagnostica per immagini 

 

La risonanza magnetica viene più spesso chiamata semplicemente RM ed è un esame di tipo non invasivo che viene utilizzato a partire dagli inizi degli anni ’80 e che sfrutta le tecniche di diagnostica per immagini: questa tecnica di diagnostica per immagini oggi ha una importante applicazione che riguarda diverse tipologie di patologie e tutte le sedi anatomiche (quindi non solo quelle che c’entrano con il settore neurologico). Forse non tutti sanno che inizialmente era molto utile e necessaria in campo diagnostico perché veniva utilizzata dai biochimici come metodica spettrometrica. 

Questa tecnica, che viene definita anche multiplanare, permette di acquisire le immagini in tre dimensioni perché sfrutta i processi biochimici delle molecole, ossia la struttura della materia e il legame di queste molecole. L’altissima risoluzione di contrasto delle immagini consente a chi effettua la risonanza magnetica a Parma di consultare i dati e cogliere tutte quelle formazioni anatomiche di cui è possibile studiare la diversa struttura (come ad esempio muscolo e tendine, cartilagine e osso). Su una stessa immagine, quindi, vengono rappresentate strutture diverse diversamente da quanto avviene con la TAC.

Lo strumento in questione non si avvale di radiazioni e quindi non è affatto invasivo. La risonanza ha una durata è di circa mezz’ora e il paziente deve restare immobile durante l’esame, quindi l’unica difficoltà potrebbe manifestarsi per i soggetti claustrofobici.

21/04/2016 - Categoria: Salute e Benessere - Da: ZenzCom - 93 letture

 

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