Mirko Ferrarini: proposta di modifica all’ipotesi di accordo ccnl dei chimici


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Mirko Ferrarini: proposta di modifica all’ipotesi di accordo ccnl dei chimici

Il 22 settembre scorso è stata siglata l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL del settore chimico per il prossimo triennio 2013- 2015.
Si è evidenziato che l’accordo é stato firmato con largo anticipo rispetto alla propria scadenza naturale , ed é stata data grande enfasi al fatto che il rinnovo contrattuale determinerebbe aumenti salariali nell’ordine dei 148 euro nei tre anni ( valore medio, categoria D) Inoltre aumenterebbe dello 0,2% il contributo dell’azienda a Fonchim (sistema pensionistico complementare di categoria).
Tra le note positive alcune modifiche intese a migliorare le relazioni industriali , il welfare aziendale ( es Faschim per i neoassunti anche a contratto a termine, interventi di sostegno al reddito in caso di malattia grave, assenza facoltativa etc…) e novità assoluta la definizione di PROGETTI PONTE che consentirebbero ai lavoratori più anziani di ridurre l’orario di lavoro a part-time così da consentire l’entrata dei giovani nel mondo del lavoro.
Quest’ultimo punto francamente  pare essere un panicello caldo ideato per porre rimedio alla situazione di criticità in cui si trova oggi l’occupazione giovanile . Situazione  accentuata in modo negativo dalla riforma delle pensioni, attuata dall’ attuale governo , grazie alla quale avendo innalzato l’età in cui si matura il diritto alla pensione, le opportunità d’impiego per i più giovani si riducono ulteriormente.

Quali possono essere gli aspetti critici del progetto Ponte: il sistema di calcolo delle pensioni è oggi esclusivamente di tipo contributivo; lavorando part time si potrebbero perdere parte dei contributi ed avere quindi  diritto ad un vitalizio più basso. Dovrebbero quindi essere stanziati dei fondi/risorse che vengano utilizzati per compensare i contributi non versati. In una situazione di crisi economica in cui i tagli alla spesa pubblica superano di gran lunga gli investimenti è possibile e prevedibile un’operazione di questo tipo ?Molti dubbi  a riguardo ci sono,. Così come non è ben specificato quale fascia di età dovrebbe essere interessata dal progetto , dal momento che il significato di anzianità, per ogni categoria, potrebbe variare in funzione del grado usurante del lavoro stesso.
Accanto a queste proposte positive ( con   notevoli riserve sul progetto Ponte) verrebbero introdotte delle modifiche che depotenzierebbero sensibilmente la centralità del CCNL assegnando più potere alle singole aziende e ai contratti di secondo livello. Questo sfavorirebbe ovviamente quelle aziende dove la forza del sindacato e delle RSU è ridotta. Inoltre sono state introdotte delle modifiche che penalizzano fortemente i neo assunti sia dal punto di vista salariale che dei diritti contrattuali.
Per quello che riguarda la figura dell’ISF sono state proposte delle modifiche, ed aggiunte, rispetto al precedente contratto, che indirizzano il ruolo dell’ISF in  direzione più commerciale . Inoltre per i neoassunti al primo impiego nel settore, e stato proposto l’inquadramento a livello C1 e C2 che è quello dei venditori, senjor e junior, inquadramento illegittimo in quanto contrasta palesemente  con la legge vigente (219/06) che disciplina l’attività degli ISF  e che gli  attribuisce un ruolo scientifico, svincolato dalla vendita, al servizio della collettività.
Ed è proprio per questo ultimo motivo che le modifiche proposte per attribuire all’ISF un ruolo più commerciale dovranno essere eliminate dall’ipotesi di accordo.

Per far questo noi come RSU Novartis abbiamo integrato nella mozione della CGIL, alcuni punti per ripristinare  la nostra figura professionale come descritta dalla legge e dal precedente contratto, ed inquadrare i neoassunti a livello di B1. La mozione è stata votata  favorevolmente all’unanimità nelle nostre assemblee , consegnata al sindacato che dovrà tenerne conto nella stesura del contratto definitivo.
Ci auguriamo che questa nostra iniziativa possa essere intrapresa anche dalle RSU di altre aziende in maniera tale che il nostro impatto sulla stesura dell’accordo sia ancora maggiore e possano essere recepite quelle indicazioni utili a salvaguardare il nostro ruolo.

Mirko Ferrarini

17/10/2012 – Categoria: Informatori, RSU Aziende, Aziende Farmaceutiche, Associazioni-Sindacati – Da: [email protected] – 1004 letture

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